CLAUDIO COLAONE

Pittore e scultore

LE VIE DELL’ARTE

Le vie dell’arte poesia di Claudio Colaone scritta nel 1992.
E’ la sua visione poetica del dell’arte.

LE VIE DELL’ARTE

Mi piacciono i colori di confine dove non si sa quando finisce il turchese e quando comincia il verde.
Mi piacciono i colori del dubbio, dei viaggi e dei sogni.
Mi piace il bianco perché non fa niente e il nero perché non esiste.
Mi piace la luce e il buio, i serpenti e le lucertole, l’arancione e il celeste e tutto quello che non c’entra niente.
Mi piace il vuoto più del pieno, togliere più che mettere e tacere più che parlare.
E mi piacciono le vie dell’arte.

Arte come pane per gli occhi e vino per l’anima.
Arte grande come il mare, alta come i monti e tanta come le stelle.
Arte che unisce, che accontenta l’occhio e che gonfia l’uomo.
Arte che se non ci fosse sarebbe meglio.
Arte che nasconde, che assolve, arte come scusa.
Arte senza tempo e spazio.
Arte nichilista.
Arte che profuma, odore di colore.

Mi piace l’arte perché si può fare quello che si vuole.
Si può fare quello che si vuole perché  i piedi non sono per terra e la testa non è sulle spalle.

Arte come chiave di lettura del mondo.
Arte come chiave per rinchiudere il mondo.
Arte che non c’entra niente.
Arte come anello mancante per arrivare sulle stelle.
Arte come anello mancante per andare all’inferno.
Arte per stare qui.

Mi piace l’aspetto zingaro dell’arte.
C’è e non c’è, va e viene.

Arte come antidoto alla paura.
Arte che gioca con la morte e stuzzica la vita.
Arte maleducata.
Arte che non guarda in faccia nessuno.
Arte vuota, come la pensi è già svanita.
Arte che dà dignità a ciò che l’ignoranza getta nel fango.
Arte come carnevale dove tutto vale.
Arte imprendibile, arte troppo lontana.
Arte che serve poca.
Arte sempre fatta.

Coraggio di farla.
Mi piacciono le vie dell’arte.

Claudio Colaone

 

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